XXI Convegno Nazionale: Il Ritorno!

I colori dei foulard, i canti, il sorriso dipinto sui volti e poi l’amore quello vero, che sa di “Spirito Santo e fuoco”. L’emozione è grande ogni volta e ritrovarsi qui, al Palamontepaschi di Chianciano per il nostro XXI Convegno Nazionale, è stato anche rendersi conto che il popolo di Dio, cresce di giorno in giorno. Cresce, e si moltiplica, come i doni, i carismi, le guarigioni e le conversioni di cui siamo stati di nuovo testimoni.

Primo giorno al via, come di consueto, con la benedizione della Sala presieduta da padre Mario; poi lo spettacolo dei nostri bambini con un messaggio chiaro e inequivocabile: siate luce! Siate fuoco dell’amore di Dio che brucia la paura, il peccato e la sfiducia. Non smarritevi nelle tempeste del mondo, ma lasciate il timone della vostra nave al Signore, tenendo ben accese le lanterne della fede, della carità e della speranza. Ancora la processione delle lampade, una per ogni comunità presente sul territorio nazionale, portate sull’altare da alcuni rappresentanti, e accompagnate dall’applauso fragoroso della platea. Una specie di benvenuto, un modo per essere tutti insieme al cospetto di Dio: piccole fiamme dello stesso fuoco inestinguibile. Anche quest’anno in apertura, non sono mancate le lettere di tanti cardinali e vescovi che da sempre seguono la Comunità nelle diocesi di appartenenza e che per impegni vari non hanno potuto raggiungerci. Da mons. Filippo Santoro, Vescovo di Taranto, al card. Stanislaw Rylko, presidente del Pontificio Consiglio per i Laici. Da mons. Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione, al nostro amato mons. Cesare Nosiglia, Arcivescovo di Torino, che ha ribadito il rapporto di fede e comunione indissolubile che lo unisce alla nostra comunità.

A presiedere la prima celebrazione eucaristica è stato mons. Matteo Zuppi, Vescovo ausiliare di Roma per il settore Centro. Nella sua omelia, l’invito ad aspirare sempre alla Gloria di Dio in tutto ciò che facciamo, rivestendoci di umiltà, mettendoci al servizio gli uni degli altri e mai cercando la gloria o la gratificazione personale. Nelle sue parole, l’essenza dell’essere corpo, sia per annunciare a tutti la Parola di Dio, sia per tenere lontano il Male, spesso camuffato, strisciante, subdolo altre volte evidente e distruttivo, un vero Leone ruggente, affamato di anime da divorare. Quindi mons. Zuppi, ci ha esortato ad essere innanzitutto uomini e donne che comunicano il Vangelo, vivendolo, testimoniandolo con la nostra fede, vivificata ogni giorno attraverso la preghiera.

L’inizio del secondo giorno è affidato ad una preghiera comunitaria davvero potente. In ginocchio davanti alla croce per rinunciare al peccato, agli idoli, al compromesso. Per dire sì, con le mani protese verso l’alto a quel fuoco che purifica, bruciando tutte le impurità. A seguire la relazione di don Marco Vianello, Assistente Spirituale della Comunità, sul tema: “All’udir tutto questo si sentirono trafiggere il cuore” (At 2,37). E’ la folla che dopo aver ascoltato le parole dell’apostolo Pietro che parla dello Spirito Santo e della Resurrezione di Gesù, comincia a sentir nascere in sè il “moto rivoluzionario della conversione”, il desiderio di pentirsi e poi farsi battezzare, per ricevere in dono quello stesso Spirito capace di “prodigi in alto nel cielo e segni in basso sulla terra”. Don Marco ha insistito sulla Parola che trafigge e si radica, fino a modificare quello che siamo realmente. Fino a farci desiderare di essere fedele con ciò che professiamo, ogni giorno. Cadendo, e rialzandoci.

Nel pomeriggio l’adorazione eucaristica, con la processione del Santissimo Sacramento, durante la quale il Signore è venuto a parlarci singolarmente in modo così profondo da trasfigurare il nostro volto. Forte anche il messaggio contenuto nella relazione di Ciro, uno dei membri del CNS, sulla profezia del Convegno: “Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco” (Mt. 3,11) : è il racconto di quella forza dirompente che con la Pentecoste entra nella Chiesa: lo Spirito Santo, quel fuoco d’amore che intercorre tra il Padre e il Figlio. Dono vitale, che ciascuno di noi riceve col battesimo. Ciro ci ha portato a riflettere sulla differenza tra il battesimo di Giovanni Battista, che è in sostanza un invito alla conversione che introduce alla salvezza, ma senza “produrla”, un segno della buona volontà dell’uomo a mettersi sulla strada che conduce a Cristo, e il battesimo col fuoco, quello annunciato da Pietro. Esso è piuttosto il segno della volontà di Dio per noi, non più una conversione, un tornare indietro sui propri passi, ma un salto in avanti per afferrare la salvezza.

Lo stesso invito che ci ha rivolto mons. Mauro Parmeggiani, Vescovo di Tivoli, nella sua omelia durante la Santa Messa. Essere cristiani, non tiepidi, che professano la salvezza. Essere missionari ferventi che non hanno paura di annunciare Cristo nella propria terra, ma anche di spingersi oltre i confini prestabiliti. E poi la fede, che si coltiva e si alimenta ogni giorno. Depositari di fede dunque, strumenti di salvezza per i lontani.

Terzo giorno di preghiera di guarigione e liberazione, frutto di quel battesimo in Spirito Santo e fuoco che comincia a manifestare in molti i suoi effetti dirompenti e a mettere nel cuore il desiderio di raccontare ciò che il Signore ha compiuto nella nostra vita. L’insegnamento di Laura, uno dei membri del CNS, sul tema: “Andate dunque, e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo” (Mt. 28,19) ci ricorda proprio questo. Le conclusioni di un percorso di conversione e salvezza: andare, evangelizzare, essere pronti a rispondere allo Spirito in modo audace: tutto ciò del resto è la ratio del Rinnovamento Carismatico Cattolico, l’essenza di questa realtà a cui apparteniamo. Laura ha insistito proprio sulla chiamata di ciascuno di noi che trova il suo culmine naturale nell’annuncio del Vangelo. L’evangelizzatore deve essere un convertito, deve avere il coraggio di andare sempre e comunque, deve spingersi controcorrente, deve essere un testimone gioioso.

Pomeriggio scandito da testimonianze, dalla visita del Sindaco di Chianciano Gabriella Ferranti, che ha voluto portarci personalmente i saluti del comune toscano regalandoci parole di stima e di affetto, dalla preghiera con i giovani della Comunità e poi la Celebrazione eucaristica presieduta da mons. Rodolfo Cetoloni, Vescovo della diocesi di Montepulciano-Chiusi-Pienza, che ha conferito il Sacramento della Cresima e la Comunione ad alcuni dei nostri ragazzi. “La promessa di Dio – ha detto mons. Cetoloni – è quella di manifestarsi nella nostra vita, con segni che ci danno la conferma di essere i suoi figli prediletti” . Però – ha ribadito – è essenziale che ogni nostro gesto sia scandito dalla fede, proprio in questo che è l’Anno della Fede, perché la porta di Gesù si apre soprattutto per chi crede.

Al termine di questo giorno intenso la Rappresentazione Sacra con i giovani della Comunità che hanno messo in scena il tema della profezia, raccontando una storia di conversione e amore e potenza dello Spirito Santo, di tre sorelle, prescelte da Dio. Clicca qui per le foto (A breve sarà di disponibile il video).

Nell’ultimo giorno la preghiera e poi la Santa Messa, presieduta da Don Marco hanno sigillato nei nostri cuori il desiderio di andare in tutto il mondo per incendiarlo, annunciando l’amore. Non sono mancati momenti di preghiera personale per le famiglie, i bambini, le coppie che non riescono ad avere figli, e ovunque la potenza di Dio si è manifestata in modo palese, quasi sconcertante. Don Marco ci ha consegnato alcuni punti programmatici, prendendo spunto dalle letture e dalle parole di Papa Francesco. Il nostro compito è quello di confermare i fratelli, esortandoli a restare saldi nella fede. Prendere il largo, impegnandosi nell’evangelizzazione. E ancora restare immersi nello Spirito, per parlare delle cose di Dio. Fare nuove, con Lui, tutte le cose.

Il rombo del Canto del Convegno e il volo di centinaia di palloncini colorati in cielo hanno concluso questo incontro straordinario che vi abbiamo raccontato e abbiamo rivissuto insieme attraverso parole ed immagini, con l’augurio che tutti quei fratelli che sono rimasti nelle loro città per vari motivi e molti altri ancora, possano aggiungersi e viverlo con noi!

Un grazie particolare a tutti coloro che hanno reso possibile questo Convegno, ai fratelli dell’organizzazione, del servizio, del baby parking, della liturgia, dell’accoglienza; tutti coloro che hanno partecipato alla Rappresentazione Sacra e i fratelli della Corale Nazionale che ha instancabilmente animato e sostenuto tutti i momenti di preghiera, di adorazione, di festa regalandoci la gioia di cantare per il Signore, di percepire e vivere la Gloria di Dio, la potenza dello Spirito Santo!