Medjugorje: Esperienza Viva della Fede (Cinzia da Roma, Agosto 2007)

Agosto 2007 – Tutti si organizzano per le tanto attese vacanze estive: mare, montagna, relax, divertimenti. Io scelgo… Medjugorje!

E’ difficile spiegare perché e sarebbe molto più semplice viverlo.

E’ la seconda volta in due anni che torno in questo piccolo paesino, ma questa volta insieme a me ci sono anche i giovani della comunità della quale faccio parte. Nel nostro cuore c’è il desiderio comune di scoprire, incontrare e vivere la materna presenza di Maria e di apprendere da Lei il senso vero di quel “fate quello che Lui vi dirà” che non si stanca mai di ripetere.

Ma cos’è Medjugorje?

Medjugorje è la terra scelta da Maria per parlare oggi a tutti noi. E’ la voce e la chiamata di Dio per chi non crede, ma è anche l’esperienza viva della fede per chi invece crede già. A Medjugorje si manifesta il grande amore di Dio per tutti noi attraverso un forte carisma di fede, perché “fede” non vuol dire semplicemente credere nell’esistenza di Dio, ma significa credere che Dio ci ama. In questo senso, le apparizioni e i messaggi di Medjugorje altro non sono che la prova tangibile di questo amore.

Partiamo con il pullman, attraversiamo il mare, approdiamo a Spalato, passiamo la dogana e finalmente, ecco Medjugorje: la sola vista della chiesa fa sussultare il mio cuore. Tutto già parla di Maria, del Suo Silenzio e del Suo Ascolto, della Sua Umiltà e della Sua Potenza; tutto sembra essersi fermato per contemplare Lei…

Dopo otto anni di cammino nella fede, mi trovo a vivere l’incontro materno di Maria e mi tornano alla mente le parole di Gesù:

…figlio ecco Tua Madre, Madre ecco tuo figlio…

ed é davvero commovente.

Sono partita da Roma con il desiderio di chiedere, attraverso Maria, la guarigione e il sostegno per vivere nella verità e nella libertà il rapporto con il mio fidanzato (rapporto travagliato da tante difficoltà e da tanti dubbi), con la certezza che Maria avrebbe operato… Eppure l’impatto sacro del luogo fa apparire quasi inutile e piccola la mia richiesta… Poi approdo alla confessione. Il sacerdote (che ovviamente non conosco) improvvisamente mi chiede come procede la mia vita sentimentale e quando ho in programma di sposarmi. Gli riferisco allora delle difficoltà e lui, guardandomi fisso negli occhi (con uno sguardo che non dimenticherò mai!) mi dice con enfasi:

QUI DEVI CHIEDERE E PREGARE SOLO PER QUESTO!!!

Basta ciò per “ricordarmi” che i nostri desideri e le nostre preghiere sono da sempre nel pensiero di Dio.

Vivo quattro giorni straordinari, sia personalmente che comunitariamente. Tutto si svolge in un clima di preghiera e di preghiera reciproca, gli uni per gli altri; come se fossimo una persona sola e un cuore solo saliamo sul Podbrdo (prima collina delle apparizioni), dove Maria ci guida alla scoperta dei nostri dolori più profondi. Una volta giunti in cima, ognuno di noi lascia in segno di vittoria la propria croce piantata sul monte Santo, perché ormai la sofferenza non ci appartiene più. Tutto è nuovo: lo dicono i nostri sguardi, ora limpidi e vivi.

Nell’ultimo giorno saliamo sul monte Krizevak (altro monte delle apparizioni), montagna aspra e rocciosa dove si sale contemplando la via Crucis: passione e ascesa al Calvario di Gesù. Dopo la prima stazione, sento il desiderio di proseguire la salita a piedi nudi, non come olocausto per chiedere una grazia (so che la mia preghiera è nel cuore di Maria e questo mi basta), ma per il desiderio di offrire questo piccolo sacrificio per i progetti e le intenzioni di preghiera di Maria stessa. Questo pensiero mi dà la forza di salire fino in cima senza sentire l’asperità del terreno e quando la sento, il pensiero di Gesù che sale al Calvario, mi dà il coraggio e la forza di continuare. La cosa straordinaria è stata realizzare che anche altri miei fratelli avvertivano il mio stesso desiderio e la mia stessa esigenza, dimostrazione pratica di come il cammino comunitario che condividiamo ci renda veramente membra di un unico corpo.

Da 25 anni le apparizioni sono quotidiane e tanti segni confermano la presenza Di Maria, come l’emozione profonda che si vive davanti al Santissimo esposto nell’adorazione notturna, dove tra 2.000 persone, ti rendi conto di come Ella operi in te stesso e nelle persone che ti circondano; di come i volti dei tuoi compagni di viaggio risplendano di una luce nuova e di come ti sia stata data la possibilità di pregare come mai hai fatto prima, consapevole della potenza esponenziale della tua preghiera, perché individuale e al tempo stesso comunitaria.

Cinzia da Roma

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