Matteo Guarisce da una Malattia Rara. (Gabriella e Matteo da Peschici)

Sono Gabriella da Peschici e sono qui per raccontarvi la storia di mio figlio, Matteo. Era marzo del 2003, Matteo aveva 18 anni quando cominciò ad avvertire un fastidio prolungato agli occhi; dopo una visita oculistica presso un medico privato venne diagnosticata una malattia rara: “Kerarocono Progressivo”, solo il nome spaventa… una patologia che consiste nella conificazione della cornea e perdita totale della vista. Il medico non si pronunciò esplicitamente, ci diede un appuntamento al Policlinico di Bari per approfondire la diagnosi mediante una mappa corneale; in quell’occasione ci disse che per risolvere il caso bisognava fare un trapianto della cornea ad entrambi gli occhi.

Ci crollò il mondo addosso, anche perché la malattia non era molto conosciuta. Nel frattempo portammo Matteo da una bravissima oculista a Vico, e lei fatta una visita accurata, purtroppo, ci confermò la stessa diagnosi. La dottoressa, per essere più sicura, ci mandò nel reparto oftalmico dell’ospedale di Foggia per un’ulteriore mappa corneale: i risultati delle analisi dicevano che la situazione era peggiorata in quel mese e che si doveva intervenire al più presto. Nell’attesa del trapianto Matteo veniva tenuto sotto controllo presso la dottoressa di Vico; in una delle tante visite ci fu data una notizia inattesa: c’era un nuovo metodo per bloccare la malattia (cross-linking=assottigliamento della cornea). Andammo in ospedale per fare un’ennesima mappa corneale che però non evidenziò alcun cambiamento significativo. Il medico dell’ospedale in quella occasione aggiunse anche che il cross-linking non avrebbe comunque evitato il trapianto. Intanto, partecipammo alla giornata comunitaria dei giovani a Vieste; eravamo tutti davanti alla croce durante un momento di preghiera di guarigione e io pregavo per la malattia di Matteo chiedendo per lui la guarigione totale della vista. Lina, uno dei membri del CNS, era accanto a me in quel momento e anche lei mi invitò a chiedere questa grazia. Scoppiai a piangere: nel cuore la certezza che il Signore era già intervenuto. Facemmo così qualche giorno dopo l’ennesima visita e il responso dei medici ci sorprese molto:  la malattia non stava progredendo ma si era bloccata. Nell’aprile 2011 Matteo fece il cross-linking all’occhio sinistro, perché era quello allo stadio peggiore. I medici erano scettici, noi invece eravamo certi che Matteo sarebbe guarito. Ci diedero un altro appuntamento per la visita di controllo e con loro grande stupore in quell’occasione constatarono che la situazione andava migliorando, inoltre non si capacitavano di come Matteo avesse potuto recuperare alcuni decimi, anche all’occhio destro, dove non aveva subito nessun intervento. La malattia si stava sanando da sola senza spiegazioni per i medici; per noi la spiegazione era che Gesù era intervenuto!

Matteo: “Al ritorno da questo Convegno ho l’ultima visita, so già che i medici non si daranno una spiegazione per questa cosa anomala, ma la spiegazione a questo punto gliela darò io: Grazie Gesù”.

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