L’Effusione dello Spirito Santo mi ha Cambiato la Vita (Debora da Roma)

La mia testimonianza è la storia comune a tante persone, che hanno convissuto per diversi anni con un vuoto affettivo nel cuore per la perdita di una persona cara. A me questa triste esperienza è toccata nell’adolescenza, quando ho visto mia madre ammalarsi e spegnersi lentamente accanto a me. La mia mamma era una donna piena di gioia di vivere e, quando le fu diagnosticato il suo male, iniziò un cammino di preghiera e di fede, tanto che, vedendo la sua serenità d’animo, tutti credevano possibile il miracolo della sua guarigione…

Quando la baciai per l’ultima volta, in quel preciso momento, mi sentii il cuore congelarsi dentro e la terra che mi veniva a mancare sotto ai piedi nonostante sapevo di dover continuare a vivere. Si aprirono diverse fratture nella famiglia, poiché i miei nonni si trasferirono a casa di altri parenti che li convinsero a tagliare qualsiasi rapporto con me. Contattai mio padre, che fino ad allora non conoscevo perché subito dopo la mia nascita, i miei genitori si erano separati e poi divorziati, ma anche lui non volle saperne di me perché, nel frattempo, si era risposato. Di lì anche il rapporto con mia sorella andò in frantumi, poiché quando le confidai di essere andata a cercare mio padre, quello fu per lei il segno che io avevo rinnegato tutti i sacrifici che nostra madre aveva fatto per farci crescere e così anche lei mi privò di ogni possibile contatto.

Quindi, rimasi sola, sola ad affrontare il mondo, sola con tutta la mia storia dentro e con la paura di non avere più nessuno che mi proteggesse. L’unica mia certezza era quella di proseguire gli studi, perché quella era la strada che mia madre mi aveva sempre indicato come giusta per me ed io trovavo senso nella mia vita nel conseguire obiettivi da dedicarle. Così mi aggrappai agli studi, ma quando arrivavo al mio traguardo era proprio lì che scoprivo quanto ero sola, perché mia madre non c’era più. Oggi, riguardando indietro alla mia storia, mi rivedo nei momenti difficili profondamente sola, sorridente sì ma con il gelo nel cuore.

Sarei potuta ricorrere ad altri rimedi per non continuare a soffrire, ma la mia scelta è stata quella di sentire costantemente quel vuoto d’amore, che per me significava amare mia madre ogni giorno. Improvvisamente, però, l’inverno scorso tutto il mio mondo mi apparve ancora più privo di senso, perché ero ormai consapevole di aver programmato la mia vita in funzione di mia madre ed ogni mia fatica mi apparve inutile, perché vedevo che la mia vita non sarebbe mai potuta cambiare.

Di lì anche la fede e la Chiesa, che prima mi davano speranza, perché nella fede si era spenta mia madre, iniziarono ad essere persino motivo di tristezza e quando aprivo il Vangelo per chiedere una parola a Gesù per il giorno che dovevo affrontare, restavo a piangere nel silenzio della mia camera, niente riusciva a confortarmi. Allora, iniziai a domandarmi che senso aveva per me continuare a vivere, perché ormai non era soltanto la mancanza di mia madre e l’essere stata abbandonata a me stessa, ma il sopravvivere ogni giorno a quell’amara realtà che mi faceva sentire ancora più sola.

Poi, un giorno tutto è cambiato, e sento che ancora oggi  qualcosa sta cambiando dentro di me, perché l’incontro con la comunità, il seminario di effusione ma soprattutto l’esperienza vissuta a Mondo Migliore ha segnato la svolta nella mia vita.

Gesù in qualche modo già da tempo mi stava cercando, ma io ero troppo impegnata, troppo distratta per  cogliere quelli che solo ora riconosco come dei segni. Un frate a cui mi ero rivolta per esempio mi consigliò di trovare una comunità carismatica per risvegliare in me lo Spirito Santo, poi, una persona, casualmente incontrata in una libreria, m’invitò a ritornare perché mi avrebbe parlato dell’amore di Gesù. Ma io, diffidente, cambiai libreria.
Successivamente, per caso, incontrai un’altra persona che portava la stessa croce di legno che portavo io, riconobbi, allora, in quel segno le parole del frate. Mi ritrovavo, però, ancora con tutte le paure del mio passato e così, con tanta delicatezza, questa persona m’invitò a partecipare agli incontri di preghiera della Comunità.
Qui, con meraviglia, trovai persone che mi sorridevano senza neppure conoscermi, tante persone che mi abbracciavano senza neppure sapere chi fossi ed incontrai anche quella persona conosciuta per caso in libreria. Appena entrata in Comunità, mi sono sentita subito bene, mi sentivo accolta. Poi però durante la preghiera, ho iniziato a provare quella profonda sofferenza che da tempo portavo nel cuore e non riuscivo nemmeno a battere le mani durante i canti, perché mi sentivo estranea a quella gioia che gli altri provavano. Così, nei giorni seguenti, meditando la decisione di non partecipare più agli incontri di preghiera, una sorella del pastorale nazionale, Laura, durante l’Eucarestia, si avvicinò a me e m’invitò a fermarmi per ricevere una  preghiera personale. Io quella preghiera lì non la dimenticherò mai. La mattina dopo, mi sentii avvolta da un abbraccio dolce che mi faceva sentire, per la prima volta, che non ero più sola.
Ritornai in Comunità con la tenerezza di quell’abbraccio ed iniziai a chiedere a Gesù d’insegnarmi ad amare. Così gli abbracci dei fratelli iniziarono a farmi sentire quel senso di famiglia che da anni avevo perso. Iniziai a desiderare di ricevere l’Effusione dello Spirito Santo e senza chiedermi più nulla, sentivo dentro di me che quella sarebbe stata l’esperienza più importante della mia vita, pur non sapendo dove mi avrebbe portato. A Mondo Migliore ho ritrovato me stessa, ma non è stata una semplice liberazione dai tanti pesi del passato, è stato qualcosa d’indescrivibile che mai avrei pensato. Posso dire semplicemente di aver visto che, in tanti momenti della mia storia passata, non sono mai stata sola ed abbandonata a me stessa, perché con occhi nuovi ho visto che con me in quei momenti di buio e di solitudine profondi, c’era Gesù.
Il mio cuore ha ricevuto un amore pieno di calore e di luce che mi ha dato speranza e mi ha fatto sentire completa e certa come figlia chiamata ed amata da Dio Padre. Dopo l’effusione, ho iniziato a vedere intorno tutto diverso, gli occhi dei fratelli pieni di una luce mai vista prima ed ho iniziato ad amare con il cuore le persone che mi erano accanto, con una gioia nuova sono tornata a vivere. Ho ricevuto un amore più grande di quello che io potevo immaginare e che ora sento crescere nel mio cuore ogni giorno.

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