La Misericordia Infinita di Dio (Pino da Pulsano, Agosto 1997)

Il 30 Agosto 1997 è successo qualcosa di straordinario: il Signore è entrato nella mia vita facendomi dono della Sua misericordia e negli anni successivi mi ha permesso di comprendere il meraviglioso progetto di salvezza che aveva per me e per tutta la mia famiglia.

Mio figlio dopo aver terminato le scuole superiori aveva nel cuore il desiderio di continuare gli studi, iscrivendosi all’università, e dal momento che viviamo in un paesino in provincia di Taranto, aveva deciso di trasferirsi in un’altra città; sarebbe voluto andare a Lecce, a Pisa, a Bari, tentò i test d’ingresso alla Bocconi di Milano, ma per volontà di Dio la scelta cadde su Roma. Così nell’Ottobre del 1993 si trasferì nella capitale per frequentare l’università ed il Signore si servì di una sorella della comunità Gesù Ama che gli annunciò l’amore di Dio e il Suo straordinario progetto di salvezza.

Frequentando la Comunità mio figlio ebbe un notevole cambiamento di vita, riuscendo ad ottenere degli ottimi risultati universitari in seguito ad un periodo non molto facile; ma le cose che più mi sorprendevano erano l’entusiasmo con cui mi parlava di questa comunità e la pace visibile e contagiosa che il Signore aveva messo nel suo cuore.

E’ importante fare una piccola premessa per capire come il Signore si è servito di situazioni e dei fratelli per compiere il Suo disegno d’amore.

Per quanto mi riguarda vivevo una doppia vita: ero sposato da più di 25 anni ed avevo tre figli, ma nel 1989 avevo conosciuto una donna 20 anni più giovane di me con cui era nata una storia difficile da spiegare e per certi versi impossibile da comprendere a causa del mio grande coinvolgimento.

La mia famiglia era al corrente di questa situazione ma la sofferenza più grande che mia moglie e i miei figli hanno vissuto era la delusione di avere un marito e un padre sempre visto come un punto di riferimento, che feriva il loro cuore, deludendoli.

Oggi però ringrazio infinitamente il Signore perché nonostante tutto il dolore da me causato, la mia famiglia non ha mai smesso di amarmi e di farmi sentire accolto ed è proprio questo attaccamento, questa forza, e per questo amore oltre che per le continue preghiere di mia moglie e dei miei figli, che non li ho mai abbandonati.

Durante gli anni in diverse occasioni avevo tentato di troncare la storia con la giovane donna, trovando la forza più che nella dignità perduta, nel senso di responsabilità verso la mia famiglia ma puntualmente lei tentava di togliersi la vita e per questo motivo, anche nei momenti di lucidità, non riuscivo a trovare una via d’uscita per questa situazione.

Ritornando al famoso 30 Agosto 1997 io e mia moglie partimmo per Roma con un gruppo di amici, nonostante io non avessi nessuna intenzione, nè desiderio di andarci, affrontando il viaggio. Era sabato e come ogni settimana mio figlio incontrava la Comunità presso l’Istituto Gianelli e ci chiese di accompagnarlo.

Personalmente mi ero già organizzato la serata e non volevo per nessun motivo “perder tempo” in una Chiesa, a differenza di mia moglie, donna di grande fede, abituata a frequentare quotidianamente la casa del Signore, a recitar rosari a far digiuni, insomma il mio esatto opposto.

Fu unicamente per un atto di riconoscenza verso quel cambiamento che mio figlio aveva avuto che accettai di andar a conoscere i responsabili di questa Comunità ma il mio pensiero era quello di salutarli e di andar via subito dopo.

La mia idea di Chiesa era quella di un luogo frequentato da pochi e da persone anziane e sicuramente fu proprio per questo motivo che, quando entrai, rimasi molto sorpreso nel vedere così tanti giovani.

La cosa che più mi meravigliò fu il modo in cui tutte quelle persone mi accolsero, la pace che traspariva dai loro occhi, insomma ci fu qualcosa che mi fece cambiare idea e decisi di rimanere per assistere alla preghiera.

Durante l’incontro io e mia moglie fummo invitati davanti all’altare perché era il nostro anniversario di matrimonio, di cui mi ero completamente dimenticato, e i fratelli vollero pregare su di noi, imponendoci le mani, ed in quel momento qualcosa si è smosso nel mio cuore, fra abbracci e lacrime ho vissuto degli attimi straordinari che non avrei immaginato.

Il giorno seguente siamo stati invitati a pranzo casa di una delle responsabili della Comunità e durante la giornata, fra confronti e preghiere, i fratelli ci annunciarono che il Signore aveva un grande progetto per noi e che nel nostro paese sarebbe nata la Comunità.

L’incredulità ci sorprese tutti ma in quel momento mi rivolsi a mio fratello, molto più vicino alla Chiesa di me, tanto da aver anche trascorso un breve periodo in seminario, e gli dissi che sentivo che doveva rendersi disponibile per far nascere la Comunità Gesù Ama a Pulsano e che per il momento io non mi sentivo degno di servire il Signore, vivendo nel peccato, anche se ora mi rendo conto che Lui mi era sempre stato accanto.

Da questo momento ho iniziato a mettere in discussione tutta la mia vita e a risvegliarmi dal mio stato di totale iniquità.

L’8 Novembre 1997 i responsabili della Comunità vennero in Puglia in missione e durante un momento di preghiera a casa mia è accaduto qualcosa di inspiegabile; mentre i fratelli pregavano su di me scoppiai in lacrime e mi accorsi che non riuscivo a stare fermo sulla sedia, mi tremavano le gambe, stavo vivendo una profonda liberazione interiore.

La sera, dopo la loro partenza, ricordo di esser rimasto seduto sulla mia scrivania, con lo sguardo perso nel vuoto per molto tempo e con gli occhi carichi di lacrime, non riuscivo a capire cosa mi stesse succedendo: vivevo una piacevole pace interiore e tutto ciò che fino a quel momento era stato per me ragione di vita, fonte di piacere e di benessere non aveva più alcuna importanza.

La prima cosa che ho sentito nel cuore di fare è stata di mettere al corrente la mia amica di tutto ciò che stavo vivendo e per lei non è stato facile comprendere, era fermamente convinta che sarebbe stato qualcosa di passeggero e che insieme saremmo riusciti a superare; ma questa volta per me era tutto diverso, non era il solito momento di riflessione perché c’era dentro il mio cuore una nuova forza ed una grande volontà di voler metter fine a questo rapporto.

Passavano le settimane ed accadeva che quando ci incontravamo, nonostante la sua continua ed insistente provocazione, per mia volontà non stavamo insieme.

Così è arrivato a Dicembre il seminario di Effusione dello Spirito Santo e con i miei fratelli di Pulsano, carichi di entusiasmo, siamo partiti per Roma per vivere una grande esperienza spirituale, in cui grazie a preghiere e confronti è avvenuta in me una totale purificazione.

Tornato a casa il mio atteggiamento ed i miei continui rifiuti nei confronti di questa mia amica hanno iniziato a farla star male, andavo a trovarla ogni giorno perché mi telefonava spesso ed incominciava a vivere una forma di depressione. Mi sentivo tremendamente in colpa nei suoi confronti perché mi rendevo conto che ero io la causa del suo malessere, ero dispiaciuto per tutti gli anni che avevamo trascorso insieme in cui le avevano negato la possibilità di costruirsi una famiglia e chiedevo continuamente al Signore di donarle la Sua pace, di confortare il Suo cuore ma la situazione peggiorava di giorno in giorno.

Un giorno di Marzo mi telefonarono i suoi genitori pregandomi di andare a casa di questa donna perché aveva avuto un attacco di panico ed era incontrollabile, come se impazzita rompeva tutti gli oggetti che le capitavano sotto gli occhi pronunciando continuamente ad alta voce il mio nome.

Arrivato a casa sua mi son trovato di fronte una scena che mi ha toccato il cuore: una donna bella, intelligente e sempre piena di vita adesso era abbattuta su di un letto, imbottita di psicofarmaci, con lo sguardo fisso nel vuoto, era irriconoscibile!

Immediatamente ho cercato di aiutarla e facendo una serie di telefonate, ho dovuto portarla in una casa di cura a Lecce, insieme alla madre e al fratello, e qui ho spiegato tutta la situazione ai medici che hanno dovuto inserirla in una camera ovattata, priva di qualsiasi oggetto.

Continuamente telefonavo per conoscere le sue condizioni e quando andavo a trovarla, soffrivo nel vederla così spenta, rassegnata e demotivata; ma nonostante tutto questo continuavo a pregare e a chiedere al Signore che potesse guarirla.

Ad Aprile, come tutti gli anni, c’era il Convegno Nazionale della Comunità e proprio qui, durante una forte preghiera di guarigione, in lacrime ho chiesto al Signore di guarire questa donna, pronunciando ad alta voce il suo nome, di fronte a tutta l’assemblea. Il giorno seguente i suoi genitori mi telefonarono, dicendomi che la casa di cura li aveva invitati ad andare a prendere la figlia che ormai stava benissimo; la mia gioia fu indescrivibile, il Signore per Sua misericordia aveva ascoltato le mie preghiere. Dopo diversi mesi fu lei stessa a chiamarmi per dirmi che finalmente aveva trovato un equilibrio interiore e che stava bene anche fisicamente, inoltre aveva anche incontrato un’altra persona per la quale mi chiedeva un parere ed io le risposi che una delle mie preghiere rivolte al Signore era quella di farle incontrare una persona, capace di renderla felice, donandole una famiglia. Oggi a distanza di circa dieci anni da quel 30 Agosto 1997 lei è felicemente sposata, è mamma di un figlio ed io ringrazio il Signore per la Sua infinita misericordia, mentre io dopo aver intrapreso il cammino spirituale, sono diventato uno dei punti di riferimento nella nostra comunità, accogliendo e seguendo, insieme ai miei fratelli, le tante persone che il Signore ci manda.

Ringrazio il Signore per la forza che mi ha donato e per la gioia della rinuncia alle cose del mondo che ha messo nel mio cuore.

Pino da Pulsano

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