Ho Scelto Gesù e non ho Perso Nulla (Fabiana da Alghero)

Mi chiamo Fabiana e ho 23 anni. Due anni fa ho incontrato il Signore che come un uragano ha stravolto la mia vita scombinando completamente tutta quella serie di convinzioni, certezze o forse, dovrei dire, incertezze alle quali fino ad allora mi ero aggrappata. Nel far tutto questo Gesù è stato dolcissimo ed io mi sono sentita inondare d’amore, ma allo stesso tempo fortemente a disagio perché davanti a quell’amore così perfetto, così incondizionato, ho sentito tutto il peso di determinate sceltefatte con leggerezza e che in un certo senso, mentre prima sembravano corrette e più che lecite, ora non lo erano più!

Era come se Gesù mi avesse dato occhi nuovi per vedere le cose sotto una luce diversa ma questo è avvenuto molto gradualmente e nel rispetto dei miei tempi!

Prima di conoscere la comunità, vivevo già da 3 anni una storia bellissima con il mio fidanzato. Ci sentivamo entrambi liberi di vivere pienamente il nostro rapporto, quindi ovviamente anche dal punto di vista sessuale. Non ci piaceva chiamarlo sesso, ovviamente per noi era “amore”. Sentivamo entrambi che quell’aspetto del nostro rapporto fosse necessario, addirittura fondamentale per sentirci completi. Mi ricordo in particolare una mia convinzione, sostenuta da sempre tenacemente, cioè quella che soprattutto dalla sintonia sessuale fra noi dipendesse un giorno la buona riuscita della nostra unione. In fin dei conti lui ed io avevamo dei progetti seri. Il mio mondo girava intorno a Stefano.

Di tanto in tanto la mia “coscienza” riportava a galla qualche senso di colpa dal sapore cristiano, ma dopo tutto c’erano in gioco la mia felicità e le mie certezze e non potevo certo permettere alla “Chiesa” di mettersi in mezzo e rovinare tutto e così allontanavo ogni dubbio. Ma quando Gesù si è presentato nella mia vita ha da subito messo in luce la contraddizione e il compromesso che erano alla base di questo mio ragionamento.

Ricordo il momento in cui ho ricevuto l’effusione: portavo dentro me un peso ed un’angoscia terribili, mi sentivo come una corda tirata da una parte all’altra, da un lato sentivo il richiamo di Gesù a fare delle scelte radicali che per me in quel momento erano incomprensibili, dall’altro lato sentivo di essere così immersa nel mondo che pensavo: “E’ troppo difficile, come farò a farlo capire a Stefano? Mi lascerà di sicuro e così perderò la persona più importante della mia vita! Penserà che sono diventata fanatica!…..” Inoltre pensavo che così tutto quello che stavo facendo per avvicinarlo a questo cammino sarebbe stato vanificato.E’ ovvio che il nemico di Dio non si rassegnasse facilmente!!

Durante l’effusione non capii le parole dello Spirito Santo che, per mezzo di una sorellina, mi annunciò la volontà di Gesù nel guarirmi e liberarmi da qualcosa che mi feriva profondamente (fu però subito dopo che tutto divenne più chiaro). Ricevetti l’effusione e per me fu come rinascere, mi sentivo leggera, felice come non lo ero mai stata prima, ma dentro me riecheggiava ancora la voce di Gesù che mi chiamava ad una scelta. Non potevo più servire due padroni!

Tornando a casa però mi imbattei, nonostante i miei racconti entusiastici, nella tiepidezza di Stefano; diceva di non condividere quello che facevo ma di amarmi e di voler stare con me e questo gli bastava, non voleva che pretendessi altro da lui.

Entrambi però dovevamo fare i conti col fatto che io non ero più la stessa: cercavo di evitarlo il più possibile, avendo paura di affrontare il problema a viso aperto, temevo le sue reazioni, visto che si mostrava già ostile e scocciato per tutto il tempo che dedicavo al Signore. Pian piano si rese conto che qualcosa non andava, non ero più come lui voleva.

Quando capitava poi che non riuscissi a resistere alle sue insistenze, la sensazione che avevo subito dopo, non era più di appagamento e soddisfazione, ma mi sentivo sporca ed angosciata e mentre lui non capiva e non accettava i miei atteggiamenti, io soffrivo per non riuscire a dirgli la verità e per paura di arrecargli un dolore.

Si aggiunse ben presto un ulteriore problema: visto le mie titubanze, probabilmente Gesù permise che mi prendessi un bello spavento per farmi ritornare “sulla retta via”. Scoprii di avere un piccolo tumore causato da un’infezione trasmessami sessualmente. Questo fu per me un ulteriore richiamo di Dio. Sentivo che non avevo più scuse e che avrei dovuto affrontare il problema e sentivo anche che la mia guarigione fisica sarebbe dipesa dalla mia scelta e infatti così fu: in seguito alla mia decisione l’esito delle analisi divenne negativo. In tutta questa esperienza Stefano mi rimase vicinissimo ma ovviamente non coglieva lo stesso messaggio che invece colsi io!!

Fu però nella preghiera costante e nel sostegno rispettoso e premuroso dei fratelli che finalmente un giorno trovai la forza di parlargli chiaramente. Per lui fu come una doccia fredda. Era come se l’immagine che lui aveva di me pian piano si stesse sgretolando. Io scoprii dentro me una forza che non sapevo spiegarmi ed una determinazione come mai prima, ma anche tanto tormento.

Nel momento in cui gli comunicai la mia scelta di castità fino al matrimonio, sentivo di essere entrata in battaglia e sapevo che Gesù era dalla mia parte però non volevo accettare che contro di me ci fosse la persona che amavo di più (ben presto però capii che il vero nemico fosse un altro ed era con lui che dovevo combattere). Il combattimento e la tempesta si scatenavano su due fronti : Interno ed esterno.

Dentro me infatti sentivo da un lato di aver rovinato tutto e a farmi sentire così contribuivano le frasi di Stefano: “Tu non mi ami più, non è quello che desideravo per noi, io ho fatto di tutto per te e tu mi ripaghi così, rovinando tutto?” Ma dall’altro lato Gesù mi diceva: “Non temere, tu non perderai niente, se tu segui me potrai solo ricevere!!”. Arrivammo anche a lasciarci e mi sentivo dilaniare, così più di una volta mi balenò l’idea di tornare sui miei passi, ma al solo pensiero mi sentivo morire perché ormai la mia vita girava attorno a Gesù, Lui era la persona giusta a cui affidare tutto e dovevo fidarmi di Lui, altrimenti sentivo che avrei perso per sempre la possibilità di sentirmi libera e di provare finalmente stima per me stessa.

Paradossalmente anche parte della mia famiglia si dimostrava d’accordo con Stefano, così la mia posizione si complicava! Oggi però, dopo quattro anni, posso testimoniare che Gesù ha mantenuto la sua promessa: io non ho perso niente, anzi questo mio atto di fede e di abbandono è come se avesse spalancato le porte di una grazia immensa; il mio rapporto con Stefano è diventato più forte e maturo; Stefano si è convertito, ha ricevuto l’effusione e oggi fa questo cammino con me, ma non solo, ha trascinato con sé quasi tutta la sua famiglia!

Grazie Signore per le meraviglie che compi.

Fabiana da Alghero

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