Gesù mi ha Guarito! (Giuseppe da Mazara del Vallo)

Mi chiamo Giuseppe e vivo in Sicilia a Mazara del Vallo. Fin da bambino ho frequentato la Chiesa ma non ho mai avuto una fede forte e costante che nasce invece da un’esperienza diretta, genuina e autentica dell’amore di Gesù. Ancora giovane,  dopo aver prestato servizio militare, mi trasferisco in Francia, e proprio in quel luogo,  così lontano da quello di origine, conosco la donna che sarebbe presto diventata mia moglie; entrambi sin da subito, dopo esserci sposati, abbiamo desiderato con tutto il cuore di avere un bambino che però sembrava non arrivare  mai  malgrado i controlli medici a cui ci eravamo sottoposti non avessero evidenziato alcun tipo di impedimento.

Posso affermare che il Signore, sebbene io non sia stata una creatura docile, mi ha sempre manifestato la sua vicinanza e ha sempre ascoltato la mia preghiera e quella di mia moglie. Infatti a Trapani, durante una particolare processione eucaristica, mia moglie  con un cuore sincero e fiducioso chiede a Dio la grazia della maternità , grazia che viene esaudita, di lì a poco, con il dono stupendo del nostro primo figlio. Per il battesimo del bambino, purtroppo facciamo una scelta che condizionerà fortemente la nostra vita, affidando, inconsapevolmente,  un ruolo così importante come quello di  padrino ad un amico “molto particolare” che praticava l’esoterismo;  finiamo risucchiati in una spirale di morte e tenebra, stritolati dalla morsa del nemico di Dio che distrugge la nostra casa e ci annienta fisicamente e materialmente. Destabilizzati, disperati, confusi e alla ricerca di una soluzione, di una via d’uscita, ci rivolgiamo all’aiuto di alcuni cartomanti peggiorando ulteriormente uno stato di cose già rovinosamente compromesso; uno tra questi ci chiede addirittura 17 milioni per una totale e completa, a detta sua, “liberazione”.

Decidiamo di scappare  da Palermo, da una situazione diventata ormai insostenibile,  per poi fermarci nel viaggio di ritorno, a Marsala, dove veniamo inspiegabilmente attratti da una piccola chiesa; entrati  per chiedere aiuto al Signore, incontriamo ad accoglierci, un sacerdote, al quale raccontiamo il dramma che stiamo vivendo; è lui che ci invita a confessarci e a togliere tutti gli amuleti che portavamo con noi, avviandoci sulla strada che il Signore aveva preparato per la nostra salvezza. La mia fede, ancora così debole, viene passata al crogiuolo da Dio, perché in quello stesso periodo mi  vengono diagnosticati due carcinomi con metastasi nella vescica, difficili da asportare per via della loro posizione, e inoperabili in endoscopia. L’unica possibilità consiste in un delicato  intervento chirurgico, estremamente  invasivo che determina la completa asportazione della vescica e la raccolta dell’urina in un sacchetto esterno e un trattamento chemioterapico per le altre metastasi; decido, allora, di non volermi sottoporre a questa operazione e a tutto quello che avrebbe inevitabilmente cambiato la qualità della mia vita. Intanto, in questo periodo di grande prova e  sofferenza, conosco la Comunità Gesù Ama di Mazara e di Sciacca e comincio a frequentare assiduamente tutti gli incontri di preghiera; ciò che mi colpisce di più è l’accoglienza amorevole dei fratelli e il loro donarsi attraverso preghiere di invocazione dello Spirito Santo.

Intanto, proseguono per me i controlli medici e si fa sempre più urgente la necessità, secondo l’oncologo, di praticare l’intervento; a malincuore e con estrema riluttanza, affidandomi alle preghiere di intercessione dei fratelli, accetto di essere ricoverato. Il medico, convinto sempre di intervenire in maniera invasiva, ispirato dal Signore, però prova prima a sottopormi ad una resezione endoscopica attraverso la quale i carcinomi, inspiegabilmente, vengono asportati ed estratti con molta facilità e senza nessuna complicazione. Nei giorni successivi, vengo sottoposto ad una Tac che viene immediatamente confrontata con quella eseguita nei giorni precedenti e dalla quale si evince che sono guarito miracolosamente, senza alcun tipo di strascico post-operatorio e senza traccia alcuna di metastasi. Lo stesso medico stupito, ha affermato che in trent’anni di carriera non gli era mai capitato un caso simile e dal punto di vista scientifico totalmente inspiegabile. Io, invece, vedo tutto molto chiaramente: è Gesù che mi ha guarito, mi ha tratto dalla morte fisica e spirituale, mi ha teso la mano, ha liberato me e la mia famiglia, e ora io voglio essere suo per sempre.

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