E’ Bello Sentirsi Amati (Elisabetta da Roma)

Fino a qualche anno fa, vivevo lontano dalla chiesa e soprattutto lontano da Dio. Avevo tutto ciò che si potrebbe umanamente desiderare, soldi, una bella casa, una macchina, etc… eppure non ero affatto felice, pian piano infatti, caddi in una depressione, inspiegabile per chi mi conosceva. Dicevano: “Hai tutto, che ti manca?”. È vero, avevo tutto, ma mi mancava Tutto. Cercavo inutilmente di soddisfare la mia vita con cose materiali per riempire il mio vuoto; ma nonostante tutti i miei sforzi la situazione non migliorava. Una mia cara amica mi parlava spesso di Dio come un’ àncora di salvezza, visto che lei dopo averlo “incontrato” aveva cambiato vita.

Ma io ero troppo occupata a risolvere i problemi personali, soprattutto nell’ambito matrimoniale, già da un po’ infatti io e mio marito parlavamo di separazione. Un giorno, mi trovavo veramente a terra e questa mia amica, quasi a forza mi condusse in una chiesa a Roma, dove da tempo la Comunità Gesù Ama che lei già stava frequentando, si riuniva per pregare. La cosa che mi colpì subito fu l’accoglienza; una persona della comunità perfino mi abbracciò, mi guardò negli occhi, quasi leggesse nel mio animo tutto il mio disagio ed il mio dolore. Mi disse queste parole: “Gesù ti ama!!” e si mise a piangere insieme a me. Durante la preghiera mi sentii amata ed accolta in un mondo che non conoscevo e subito si aprì per me una nuova strada piena di amore e di luce. Una volta tornata a casa, provai a condividerla con mio marito e con mio figlio, quello che avevo sentito e ricevuto da Dio, ma loro all’inizio si dimostrarono diffidenti e increduli. Così, il Signore, che conosce i nostri cuori, risolse la questione in una maniera inaspettata. Invitai mio marito ad una cena con alcuni fratelli della comunità. Una sorella in quell’occasione cominciò a parlare con lui del Signore e delle meraviglie che opera; ma lui non voleva proprio ascoltare e insisteva dicendo che lui era giusto, non aveva bisogno di Dio, perché nella sua vita non aveva mai fatto niente di male. Alla fine promise che sarebbe venuto in comunità quando io avessi smesso di fumare, cosa che pensava irrealizzabile perché erano anni che cercava di farmi smettere promettendomi grandi regali, senza successo. Io non sapevo nulla di tutto ciò e la serata finì così. Dopo una settimana ci fu una messa di intercessione per gli ammalati durante la quale il sacerdote invitava anche noi dell’assemblea a compiere un gesto simbolico, ma forte al tempo stesso: quello di depositare in un cesto davanti all’altare tutto ciò che ci rendeva schiavi, un oggetto, un amuleto portafortuna. Io senza neanche sapere perché e chiedendo al Signore di accettare il mio semplice gesto consapevole della mia fragilità e confidando nella Sua forza buttai il pacchetto di sigarette pregando così: “Se Tu mi aiuti, ce la farò”. Tra l’altro in quei giorni stavo vivendo un momento molto duro della mia vita: mio padre, al quale ero legatissima stava morendo in un letto d’ospedale e tante altre cose mi angosciavano, eppure da quel giorno io non ho più fumato. Al funerale di mio padre, la sorella della comunità ricordò a mio marito la sua promessa, della quale ripeto io ero all’oscuro e così venne, pensando di cavarsela partecipando ad un solo incontro. Ma il Signore, lo stravolse completamente e lo stesso fece con mio figlio. Oggi io e mio marito siamo addirittura catechisti, ma soprattutto siamo una coppia felice, perché il Signore è in mezzo a noi e noi lo amiamo, provando a ricambiare ogni giorno quell’amore grande che Lui attraverso i fratelli ci ha donato, regalandoci una vita nuova!

Elisabetta da Roma

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