Dio Salva un Matrimonio (Giuseppina & Michele da Roma)

La testimonianza del marito…

Con questa testimonianza, voglio cercare di trasmettere quanto può essere brutto vivere nelle tenebre e non rendersene conto. Io e Giuseppina ci siamo sposati nel 1979, prendendo parte al matrimonio come fanno tutti quelli che, lontani dal Signore, non conoscono pienamente l’importanza del sacramento.

Dopo anni passati a badare più alle cose materiali che a quelle spirituali, chiaramente insidiati dal maligno, nel 2000 abbiamo iniziato a fare una vita da separati con lo scopo, si era detto, di cercare una soluzione per i nostri problemi; soluzione auspicata più da Giuseppina che da me.

Vivevamo nella nostra casa, io in una stanza e Giuseppina in un’altra; uscivo prestissimo e rientravo, quando rientravo, tardissimo, per evitare ogni incontro con lei e nel cercare una vana e finta libertà, ho iniziato una relazione con un’altra donna anche lei separata in casa.

Per un paio di anni, sempre per provare a sentirmi libero, vivevo al di sopra delle mie possibilità: ristoranti, viaggi, spendendo molti soldi e chiedendone anche a mia madre per coprire i continui “rossi” di conto corrente in banca. Tra l’altro il direttore della banca telefonava continuamente al numero di casa perché io, tenevo spento il cellulare e quindi Giuseppina doveva subirsi anche le telefonate di questo signore che tentava di metterci in guardia dai rischi.

Poi d’accordo con Giuseppina, abbiamo, anzi per meglio dire, lei, costretta sia dalla situazione che non si sbloccava e sia dalla mia mancanza di assunzione di responsabilità, ha dato mandato ad una agenzia immobiliare di vendere il nostro appartamento e abbiamo deciso di andare insieme da un avvocato per regolarizzare e ufficializzare la separazione. Agli inizi del 2003 è stato venduto l’immobile e ci siamo divisi i soldi incassati. Già mi trovavo a vivere nell’oscurità ma da questo momento è iniziato il periodo più buio e tetro della mia vita.

La donna con cui avevo questa relazione del tutto insoddisfacente sotto tutti gli aspetti, ma dalla quale pur stando male non riuscivo a separarmi, mi presentò una sua conoscente, che con il tempo si è rivelata una vera e propria truffatrice professionista, cartomante e maga. Questa fingendosi malata di cuore e bisognosa di cure, mi ha chiesto ripetutamente tramite sms telefonici, dei soldi ed io, ad ogni sua richiesta glieli ho dati, il tutto dietro una sua promessa di regalarmi un quantitativo ingente di denaro proveniente da una grande eredità che le spettava. Nel frattempo, frequentavo le sale bingo fino a notte fonda, giocavo con accanimento al gioco del lotto, avevo fatto delle proposte d’acquisto di case costosissime presso le agenzie immobiliari, spendevo soldi in tutti i modi e nel mese di luglio avevo terminato la mia parte di denaro proveniente dalla vendita della casa.

Non riuscivo a vedere, non riuscivo a sentire, ero inebetito, insomma ero plagiato da chi avevo intorno e offuscato dal nemico di Dio. Ma, posso ora affermarlo, il Padre non abbandona mai i suoi figli.

Agli inizi dell’agosto del 2003, illuminato per un attimo dal Signore suppongo, ho telefonato ad un mio cugino avvocato raccontandogli per sommi capi la mia situazione e nel mese di settembre, ha risolto tutte le pendenze che avevo con le agenzie immobiliari ed io ho avuto modo di riparlare con Giuseppina che era stata avvisata della situazione da mio cugino.

Avevo iniziato a rivedere uno spiraglio di luce nella mia vita, ma il buio era ancora presente. A settembre del 2003, dopo essere andati dal notaio per sistemare alcune cose, Giuseppina mi disse di dover andare nella Chiesa Di S.Felice per partecipare ad un’adorazione eucaristica. Sentii il bisogno improvviso di andare con lei.

Appena entrato in chiesa mi sono inginocchiato davanti al Santissimo esposto, non avevo che parole di rimprovero nei miei confronti, ma ricordo di aver vissuto un momento molto forte pur non capendone l’intensità fino in fondo, compresi che Gesù mi stava amando così come ero. Successivamente due fratelli della Comunità Gesù Ama, che io non conoscevo, mi hanno parlato di Gesù, invitandomi a partecipare agli incontri di preghiera che si svolgevano il sabato e ad iscrivermi al seminario di effusione. Senza pensarci troppo, ho accettato e risposto al loro invito, rispondendo così anche alla chiamata che il Signore mi stava facendo. Da quel momento, la mia vita si è illuminata di una luce che cresce sempre di più. Io, bestemmiatore incallito, ho improvvisamente, da quel giorno smesso di bestemmiare… io giocatore d’azzardo incallito, ora non gioco più, io separato da mia moglie, in procinto di divorzio, ora vivo accanto a mia moglie, amandola e rispettandola come non mai e crescendo insieme grazie a questo cammino spirituale che insieme abbiamo fortemente scelto di intraprendere e che è stato sotto tutti i punti di vista la nostra salvezza.

Michele da Roma

 


…e della moglie:

Nel 2000, dopo venti anni di matrimonio, ci rendemmo conto di vivere due momenti diversi della nostra vita, io chiedevo più amore, avevo bisogno di un rapporto più vitale, al contrario Michele aveva bisogno di libertà non voleva legami, rinnegava il matrimonio e aveva deciso di starsene da solo. Gli chiesi se c’era un’altra donna e lui mi disse di no, voleva solo la libertà, non voleva legami, voleva frequentare i suoi amici, non voleva preoccupazioni e quando mi propose di vendere la casa e vivere ognuno la nostra vita io replicai che non ero d’accordo, che il nostro matrimonio poteva ricostruirsi, ma lui non ci credeva.

Già all’inizio della nostra crisi iniziai a sentire il bisogno di approfondire la conoscenza di Dio, partecipavo ad una catechesi e cominciai a frequentare assiduamente la messa domenicale, cosa che non facevo più dall’età di tredici anni.

Aspettavo che le cose cambiassero, accettavo una vita che non mi piaceva affatto: vivere nella nostra casa da estranei, separati di fatto, era veramente tremendo per me. Pur provando dolore nel vedere il comportamento di Michele, io stranamente mi sentivo serena, persino quando nel 2001 mettemmo in vendita la casa, sentivo la vicinanza di Dio e ricevevo da Lui la forza costante per affrontare questa brutta situazione. Nella primavera dello stesso anno una ragazza mi invitò ad andare in un gruppo di preghiera, mi diceva, incoraggiandomi, “Gesù ti ama così come sei, chiedi e Lui ti risponderà”. Ero incuriosita dal Rinnovamento Carismatico Cattolico, sentendo i suoi racconti, ma per lungo tempo declinai i suoi inviti, pensando che non fosse una realtà adatta a me. Poi un giorno, ero sola in casa e molto triste, decisi di andare alla preghiera del sabato della Comunità Gesù Ama.

Entrai in quella sala, c’era tanta gente, rimasi in fondo, mi sembrava tutto strano, sentii un vento fortissimo che mi investì totalmente, vedevo gente che cadeva nel riposo dello Spirito, non sapevo nulla e mi chiedevo cosa stessi facendo lì, scappai spaventata, ma il mio cuore stranamente sorrideva.

Rividi poi la stessa ragazza che mi rinnovò l’annuncio e cominciai a farle domande e a chiedere spiegazione su ciò che avevo visto. Intanto io e Michele ci eravamo rivolti ad un avvocato per la separazione e a novembre era stata fissata la data in Tribunale per formalizzarla con il giudice. Erano i primi giorni di novembre quando entrai nella chiesa, che da poco tempo stavo frequentando, dove la comunità era impegnata in una delle tante missioni settimanali e subito dopo alcune persone mi chiesero se volevo ricevere una preghiera personale. Ero spaventata, non sapevo di cosa si trattasse, mi dissero però alcune cose che mi colpirono molto. Nonostante varie dolorose vicissitudini, mi sentivo sempre più coinvolta nella preghiera, frequentavo ormai assiduamente e un giorno dopo aver visto Michele gli annunciai spontaneamente tutto quello che mi stava accadendo, gli parlai dell’amore che i fratelli della comunità riuscivano a darmi e lui piangendo mi confidò di quanto si sentisse solo e disperato.

A fine marzo facemmo il rogito dal notaio ed il giorno prima avevo avuto la conferma che c’era una donna nella sua vita, cosa che lui aveva negato e sicuramente questo legame risaliva a più di due anni prima della nostra separazione.

Io mi sentivo profondamente umiliata da tutto questo perché mi ero colpevolizzata, convinta di non essere una brava moglie. mi crollò di nuovo il mondo addosso e reagii in maniera violenta verso di lui, comunicandogli tutta la mia amarezza e il mio disprezzo. A maggio del 2003 partecipai al convegno nazionale della Comunità “Gesù Ama”, iscrivendomi all’ultimo momento. La sera prima telefonai ad una sorella della comunità e le chiesi di cosa si trattasse, volevo capire; lei mi disse che sarebbero stati quattro giorni di grazia e che scommetteva che tornata da lì sarei stata felice. Andai e vissi davvero “quattro giorni di grazia”, piansi moltissimo, ma era un pianto non di sofferenza o di disperazione, ma di emozione, sentivo le lacrime che scorrevano come acqua da una fonte.

Tornai a casa dopo il convegno piena di gioia e di forza, completamente rinnovata. Il Signore aveva guarito le mie ferite riversando su di me tutto il suo amore. Qualche giorno dopo essere tornata a Roma, vidi di nuovo Michele, per motivi inerenti la casa, gli raccontai dell’esperienza vissuta al convegno, della pace che sentivo, lo invitai alla preghiera, lui, stranamente ascoltò in silenzio.

A fine settembre del 2003, mi telefonò il cugino di Michele, avvocato, mi disse che dovevo essere messa al corrente di cose che erano successe, mi disse che Michele aveva dato dei soldi ad una persona, era stato raggirato, aveva una causa con agenzie immobiliari. Io ero pronta ad aiutarlo, così cercammo insieme la soluzione del problema.

Ad ottobre, durante la missione cittadina dei giovani della Comunità, lo portai con me ad un’adorazione eucaristica e lì insieme vivemmo un momento straordinario. Pochi mesi dopo, ritornammo a vivere insieme nella casa dove ero andata ad abitare io da sola.

Oggi comprendo quanto tutto quello che avevo e al quale ero legata non era niente di fronte a ciò che Dio ci ha donato, erano soltanto idoli che non mi davano gioia ma che anzi mi rendevano schiava. Oggi comprendo anche, che se il Signore ci ha fatto vivere questa sofferenza, ha permesso che tutto ciò che pensavamo di aver costruito fosse distrutto, era per donarci una vita nuova. Oggi sorrido molto, sono più tollerante, meno severa con me e con gli altri. Cerco con l’aiuto del Signore di testimoniare con la mia esperienza, che senza Dio non si arriva da nessuna parte e che quello che la vita ci promette se non è del Signore è destinato a fallire; che la gioia che viene dal Signore è una gioia piena; che l’amore che da Lui deriva è un amore pieno, avvolgente e sanante; oggi voglio continuare questo cammino con impegno, per quanto mi è possibile, ed il Signore mi ripaga, ci ripaga con il suo amore salvifico.

Grazie Signore per tutto.

Giuseppina da Roma

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