Dio mi ha Strappato dalle Fauci di Satana (Linda da Palma di Montechiaro AG)

Mi chiamo Linda e insieme a mio marito Alessandro e a mio figlio Lorenzo,  frequento la comunità di Palma di Montechiaro (AG), da circa un anno. Ho vissuto un’infanzia serena, frequentando la parrocchia, seguendo il catechismo e partecipando alla messa domenicale, fino al momento in cui ho ricevuto il Sacramento dell’ Eucarestia, giorno in cui il corso della mia vita è cambiato drasticamente. In quell’occasione, mio padre pensando di farmi un dono gradito, torna a casa portando un quadro, raffigurante il volto di Gesù. La sera, però, nella mia cameretta, guardando il quadro, vedo il volto di  Gesù avvolto dalle  fiamme e con le corna; terrorizzata, chiamo urlando mia madre, la quale porta via il quadro dalla stanza.

Da quel momento nella mia casa, si cominciano a verificare fenomeni inspiegabili e il nemico di Dio entra indisturbato, favorito anche dal fatto che, invece di rivolgerci ad un sacerdote, pensiamo di contattare delle persone, esperte nella pratica dell’occultismo. Ci  dicono che la presenza in casa nostra è  quella di uno “spirito guida” che vuole mettersi in contatto con me; una voce insistente che logora i miei pensieri prende il sopravvento, mi spinge ad evocare questa entità, suggerendomi di cercare un contatto in ogni momento del giorno e della notte, in ogni luogo in cui mi trovo e qualunque cosa io stia facendo. Completamente soggiogata e plagiata, comincio ad avere una curiosità morbosa verso l’occulto e verso tutte le pratiche esoteriche che ruotano attorno al mondo delle tenebre e della morte, come ad esempio  la scrittura automatica, nella quale viene coinvolta anche mia madre e il “viaggio astrale”, (esperienza mistica della corrente New Age nella quale una persona ritiene di uscire dal proprio corpo fisico e di percepire la sua presenza da un punto esterno ad esso. In molti casi, con questo fenomeno, si ritiene che il corpo possa spostarsi anche molto lontano in altri luoghi oppure possa incontrare persone vive e morte o possa anche avere esperienza di fenomeni cosmici e spirituali). Subisco il fascino di questo seducente inganno, che dandomi l’illusione di avere dei poteri superiori mi conduce,  invece, all’assogettazione totale a  questa entità diabolica.

Arrivo addirittura, una sera, a ripetere un rituale magico visto in un film riuscendo a sollevare un ragazzino solo con la punta delle dita. Se da un lato mi metto continuamente alla prova, come spinta da un richiamo eccitante che mi stuzzica, e mi compiaccio delle mie sorprendenti capacità dall’altro, malgrado questa soddisfazione, comincio ad avvertire un senso di malessere, di inquietudine, di vuoto profondo dentro di me; seguendo la logica del mondo, comincio allora a tentare di colmarlo con l’acquisto smodato di abiti, con l’alcol e con l’uso di droghe, marijuana e cocaina, ma tutto questo sembra non funzionare, nemmeno dopo l’arresto di mio padre. Nella mia mente, si insinua in modo sempre più prepotente e insistente, la voce del nemico di Dio che mi ripete: ” Perché non ti uccidi…che vivi a fare?”; ritenendomi catastroficamente senza alcuna via d’uscita e incapace di fare ricorso alle mie risorse interiori o tanto più all’aiuto del Signore, tento il suicidio, cercando di buttarmi dal balcone.

Non riesco a farlo perché, una forza soprannaturale mi agguanta e mi tira indietro impedendo questo gesto estremo; solo ora posso affermare con certezza che è stata la mano del Signore ad intervenire, proteggendomi da me stessa. Tuttavia, la mia vita procede sulla strada dell’autolesionismo e dell’autodistruzione; la voce ingannevole del diavolo riaffiora  nella mia mente con rinnovato vigore: “Sei grassa, sembri brutta”. Inizio, quindi, una dieta “fai-da-te”, che segna il mio ingresso nel tunnel dell’anoressia e della depressione. Come accade di solito in questi casi, comincio ad accusare il Signore di tutto il mio dolore, della mia vita sofferta, della mia disperazione, bestemmio il suo nome, urlando tutto il mio  rancore e gli chiedo di farmi morire, finché una mia amica non mi parla della Comunità Gesù Ama, testimoniandomi come  il Signore stia trasformando la sua vita; il suo volto, le sue parole, i suoi occhi sinceri fanno trasparire una pace che anche io voglio vivere così nasce in me, in quello stesso momento, il desiderio di partecipare alla preghiera comunitaria e attendo con trepidazione che arrivi quel giorno, il giorno della mia salvezza.

Ed è così, infatti, perché  quel giorno, entrando in Chiesa, ricordo di essere stata travolta dal fiume in piena dell’amore di Gesù attraverso l’abbraccio, il sorriso, l’accoglienza e la serenità dei fratelli. Ero finalmente tornata in famiglia, a casa, nella casa del Padre; durante un momento forte della preghiera viene fatto un annuncio profetico, che mi trapassa l’anima: “Lascia la tua vecchia vita, oggi si spezzano le tue catene”, in quello stesso istante sento un calore forte nel mio cuore e subito mi sento immersa nella pace e nell’amore di Gesù. E’ quasi un anno che frequento la comunità e già ho avuto modo di vedere i frutti della presenza di Dio nella mia vita: la conversione di mio marito, di mia madre, di mio fratello e di mia cognata che da poco, peraltro, hanno anche ricevuto l’Effusione. Ringrazio Gesù perché da quando gli ho permesso di entrare nel mio cuore, io non sono più la stessa Linda di prima, riesco a vedere con occhi nuovi la mia vita e le persone che incontro, non ho più paura e so che, quando sarò debole, Lui sarà la mia forza.

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