Al Fianco delle Vittime di Tratta e Prostituzione

Un evento che ha lasciato un segno di pace, speranza e solidarietà e che ha avuto una vasta eco non solo a livello mediatico. E’ stata la Via Crucis di solidarietà e preghiera, svoltasi venerdì scorso nel cuore di Roma, in favore delle giovani donne vittime di tratta, prostituzione coatta e violenza. L’iniziativa, promossa dall’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata da don Oreste Benzi, ha visto la collaborazione del servizio diocesano per la Pastorale Giovanile della Diocesi di Roma in cui la nostra Comunità è parte attiva. Oltre 3000 le persone accorse per sfilare silenziosamente dietro la Croce che apriva la processione guidata da mons. Matteo Zuppi, Vescovo Ausiliare del settore Centro, per dire basta con un grido silenzioso a questo dramma che affligge tante ragazze in diversi paesi del mondo.

…numerosissime le presenze istituzionali e le personalità politiche che hanno preso parte al lungo corteo partito da Piazza Santi Apostoli e diretto a Via della Conciliazione. La Croce è passata dalle spalle delle donne parlamentari, donne magistrato, campionesse olimpiche, dottoresse, infermiere, giornaliste e casalinghe, proprio come il testimone di una staffetta. È stata una Via Crucis simbolica dal titolo “Per le donne crocifisse”, pensata e fortemente voluta per quelle donne appunto ridotte in stato di schiavitù. Durante la serata non sono mancate le testimonianze ascoltate dalla viva voce delle ragazze che sono riuscite a porre fine all’incubo delle violenze e delle torture. “In questo tempo di Quaresima, ci ritroviamo a Roma per abbracciare simbolicamente tutte le strade di questo orribile mercato, per donare solidarietà e innalzare la preghiera di supplica al Signore nei confronti di queste nostre giovani sorelle” – ha dichiarato Giovanni Ramonda, responsabile generale della Comunità Papa Giovanni XXIII. In questo corale abbraccio alle vittime di violenza ci siamo stretti anche noi Comunità “Gesù Ama”, in mezzo a tutti gli altri gruppi ed associazioni per esprimere una sentita solidarietà, per portare quella croce, condividendone il peso ma anche la certezza di una vittoria possibile e per permettere con il nostro servizio la buona riuscita dell’evento lungo le strade romane.